LA CEI CI HA MESSO IN TV

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Emergenza aiuti alimentari alle famiglie della nostra parrocchia

Il nostro centro di ascolto è operativo nel continuare a sostenere le famiglie bisognose della nostra parrocchia. Continuiamo infatti a restare in contatto con loro e a portare borse alimentari dove ce ne fosse la necessità. Possiamo continuare a farlo con quello che abbiamo a disposizione nel nostro banco alimentare.

Se qualcuno volesse sostenere l’acquisto di generi ne abbiamo veramente un gran bisogno. Li può portare in parrocchia, al mattino, concordando precedentemente per telefono (per attenerci alle misure prudenziali del distanziamento sociale). 

Sicuramente è prezioso segnalare situazioni di famiglie in difficoltà alimentare direttamente al Parroco o telefonando in parrocchia al Centro Caritas “MISERICORDIA DELLA B.V.A.” 

Inoltre, se volete, potete aiutarci anche con un piccolo contributo economico per permetterci di andare a comprare quello che manca. Ecco l’IBAN della parrocchia: IT 66 M 03069 09606 1 0000 0011560 Parrocchia Beata Vergine Addolorata in Morsenchio Banca Intesa San Paolo – causale CARITAS- BORSE ALIMENTARI FAMIGLIE

Grazie del vostro buon cuore, Dio ve ne renda merito… don Giuseppe

IL TUO PASSAGGIO E’ STATO UNA BENEDIZIONE!

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Sono passati pochi giorni da quando abbiamo vissuto la Pasqua cristiana del nostro carissimo amico Sandro Venturoli.
La nostra comunità si è stretta alla carissima Wilma, al figlio Giovanni e al Piccolo Gruppo di Cristo per ringraziare il Padre per averci donato la presenza di questo uomo.
Sandro è stato un grande uomo, non solo nella sua imponente fisicità, ma nella sua imponente umanità e nella sua grande fede.
Chi ha avuto la fortuna di incrociarlo sul suo cammino ha potuto godere della sua intelligente capacità di leggere i cuori. Questa capacità lo ha reso sempre vicino alle fragilità e alle debolezze della nostra umanità e, nella sua vita, si è espressa in maniera chiara e forte stando sempre con gli ultimi.
Per tanti queste potrebbero essere qualità o attitudini personali… chi ha condiviso con lui un’amicizia profonda e intima sa bene che la sua passione intensa per l’umano è frutto fecondo del profondo legame con il suo Signore, vero tesoro della sua vita e cuore della sua totale dedizione.
Per questo molti che lo hanno conosciuto nell’ambito professionale, nei momenti formativi, nell’accompagnamento personale, nei viaggi a Gerusalemme e, nella nostra parrocchia in modo speciale nei percorsi sulla genitorialità e formazione dei ragazzi, hanno potuto realmente percepire in lui una vera benedizione che ha dato tanta speranza e vita a situazioni che sembravano senza via d’uscita.
Ha donato a tanti buona vita e in questo non possiamo non leggere il segno di un discepolo che ripete la compassione del suo Maestro!
Le parole ora sono fragili nell’esprimere l’intensità dei legami e degli affetti. Sicuramente rimane in tutti una percezione che lenisce e attenua il senso enorme della mancanza della sua presenza: l’essere stato per tutti veramente il buon profumo di Cristo!
Don Giuseppe

CARITAS PARROCCHIALE “MISERICORDIA DELLA BVA”

aggiornata al 2017-2018

La Caritas parrocchiale già da alcuni anni ha condiviso con il CPP e la comunità di evidenziare non tanto un gruppo specializzato, ma di far emergere la sempre citata e poco applicata “dimensione formativa alla carità” su tutta la comunità. La convinzione che la carità (insieme alla formazione e alla liturgia) è dimensione imprescindibile di tutta una comunità (così dicono i “sacri testi”) ci ha persuaso che la misura di un gruppo Caritas deve essere sobria (per gestire i necessari servizi base) e sufficiente (per animare la comunità). Concretamente, nella nostra parrocchia – come premesso – il gruppo Caritas vero e proprio è formato da poche persone che garantiscono il centro di ascolto parrocchiale e i raccordi con la catechesi, gli anziani, la formazione. Normalmente preferiamo privilegiare il contatto personale e la raccolta di informazioni sui bisogni attraverso chi nella comunità lavora “sul campo” (catechiste, suore, sacerdoti, allenatori, collaboratori…) in modo da andare a individuare e far emergere le situazioni di bisogno che spesso per eccesso di pudore e dignità non si presentano. Questi contatti preziosi vengono poi raccolti da gruppo Caritas insieme a coloro che si rivolgono direttamente al centro di ascolto.

accoglienza tutti i giorni  ascolti – lun- gio cda 60 famiglie. Dettagliando potremmo semplificare in questo modo. Cerchiamo normalmente di curare 3 ambiti:- Anziani e ammalati – Famiglie e adulti in difficoltà – Problemi giovanili e loro fragilità. Descrivendo brevemente :

 

  1. Anziani e ammalati

 

La cura degli anziani è affidata in particolare alla “Terza età”. Rosanna Civitarese insieme ad altre volontarie anima e cura un gruppo di 45 anziani (soprattutto donne). Vengono proposte attività ludiche, feste di compleanno, laboratori. Don Vittorio supervisiona le attività e propone cicli di catechesi. Si è deciso insieme al CPP di proporre 3 volte alla settimana la S. Messa feriale alle ore 16,00 per permettere la loro partecipazione. Viene anche proposto un pranzo comunitario una volta al mese in collaborazione con i volontari della parrocchia. La terza età aiuta anche la comunità organizzando la vendita di oggetti realizzati con molta arte e cura dalle signore per raccogliere fondi per aiutare la parrocchia. Partecipano anche attivamente alla vendita mensile delle torte. Per quanto riguarda invece la cura degli ammalati è seguita normalmente dai sacerdoti, in particolare Don Vittorio e a Suor Stefania che insieme ai Ministri straordinari dell’Eucaristia li visitano e segnalano e tengono attenzionate eventuali situazioni di bisogno.

 

  1. Famiglie e adulti in difficoltà

 

Purtroppo nel nostro quartiere aumentano le necessità relative a questa fascia.

 Insieme al centro di ascolto il gruppo delle catechiste e  dei collaboratori cercano di capire i bisogni delle famiglie che incontrano e con la rete informale dei genitori e dei “vicini di casa”,  individuare le situazioni di reale bisogno.Interviene poi il centro di ascolto con la rete “informale” che ha creato: collaborazione con alcuni medici di base, sportello psicologico, accompagnamento per situazioni di gravi crisi economica da parte di alcuni professionisti (avvocato, commercialista, bancari). Un segnale molto forte del raccordo carità-comunità è quello vissuto nella messa domenicale dove normalmente sono presenti i cesti della carità che segnalano gli immediati bisogni del centro di ascolto e nel tempo di Avvento e Quaresima tutta la comunità a tutte le messe vive in maniera solenne il momento dell’offertorio portando offerte e cibo per le borse alimentari. Questo è il momento comunitario più significativo perchè coinvolge tutti, dai bambini fino agli anziani nella normalità dell’anno liturgico. Alcune famiglie da molti anni vivono una forma di decima mensile a favore dei poveri attraverso il gruppo Amici Chiesa.

 

  1. Problemi giovanili e loro fragilità

Anche in questo caso le relazioni tra parroco, educatori, allenatori e famiglie permette di individuare bisogni e relative risposte. Anche qui la rete informale con la scuola aiuta a concretizzare le risposte.

Abbiamo anche qui da anni uno sportello psicologico per sostenere concretamente alcuni adolescenti in difficoltà. Questo accompagnamento individuale si struttura in maniera più significativa nei percorsi di genitorialità che da alcuni anni proponiamo per aree tematiche in relazione a temi educativi con particolare attenzione alla prevenzione delle devianze (per esempio cyber bullismo, droghe, sessualità, ludopatia).

Da due anni abbiamo avviato una collaborazione con il centro di accoglienza migranti Arca di via Fantoli per aiutare alcuni ragazzi che frequentano la nostra comunità con piccoli corsi individuali di italiano e con momenti di aggregazione e incontro con i nostri giovani.

carità  popolare  praticabile nella quotidianità gratuità

 

Pellegrinaggio in TERRASANTA

Beato chi trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio” (Sal 83,6)

Qui puoi guardare  LE FOTO DEL PELLEGRINAGGIO 2016

Il viaggio verso un luogo sacro rivela l’incessante ricerca umana di Dio. E Gesù descrive se stesso come la strada (io sono la via…Gv.14,6) in grado di svelare il mistero dell’essere umano e la via per arrivare a Dio. Per questo il pellegrinaggio dove trasformarsi in vita. Non deve trattarsi dunque solo di un movimento nello spazio ,ma di un percorso interiore. Il pellegrinaggio deve essere “esercizio di ascesi operosa, preparazione interiore alla riforma del cuore”.   In Israele, in Palestina, in Terra Santa, o nella Terra del Santo?

 La ricerca delle proprie radici1Ascoltatemi, voi che siete in cerca di giustizia, voi che cercate il Signore; guardate alla roccia da cui siete stati tagliati,alla cava da cui siete stati estratti2Guardate ad Abramo vostro padre, a Sara che vi ha partorito; poiché io chiamai lui solo, lo benedissi e lo moltiplicai.      (Is 51,1-2)

 16Se le primizie sono sante, lo sarà anche tutta la pasta; se è santa la radice, lo saranno anche i rami. 17Se però alcuni rami sono stati tagliati e tu, essendo oleastro, sei stato innestato al loro posto, diventando così partecipe della radice e della linfa dell’olivo, 18non menar tanto vanto contro i rami! Se ti vuoi proprio vantare, sappi che non sei tu che porti la radice, ma è la radice che porta te.  (Rm 11,16-18)

  • La ricerca di quella Parola che risuonò in quei luoghi 2000 anni fa e che ancora oggi risuona per me!
  • La ricerca di culture differenti in un mondo pieno di contrasti.

Il rapporto tra arabi ed ebrei, la situazione difficile dei cristiani divisi in molte confessioni. Israele è l’ombelico del mondo, un microcosmo di problemi che toccano tutta l’umanità.

 RITORNIAMO A GERUSALEMME! A Gerusalemme non “si va”, ma “SI RITORNA” Questo vale anche per chi vi accede per la prima volta, ma perché là è presente la nostra consolazione. Si ritorna alle fonti (la fonte di Gihon!), alle radici, alla madre, in un rapporto intimo e consolante. 10Rallegratevi con Gerusalemme,  esultate per essa quanti la amate.Sfavillate di gioia con essa voi tutti che avete partecipato al suo lutto.11Così succhierete al suo petto e vi sazierete delle sue consolazioni;succhierete, deliziandovi,all’abbondanza del suo seno. 12Poiché così dice il Signore:«Ecco io farò scorrere verso di essa,come un fiume, la prosperità; come un torrente in piena la ricchezza dei popoli; i suoi bimbi saranno portati in braccio, sulle ginocchia saranno accarezzati. 13Come una madre consola un figlio così io vi consolerò; in Gerusalemme sarete consolati.  (Is 66,10-13)

Consolazione è rifugiarsi presso chi “sa già” la nostra pena e non c’è bisogno di raccontare; qualcuno che capisce e condivide le nostre ragioni e siamo sicuri che in ogni caso si schiererà per noi (Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Rm 8,31). Consolazione è stare sulle ginocchia della madre e percepire “da cuore a cuore” che siamo il suo unico interesse, il suo unico compiacimento.Questo si può trovare a Gerusalemme, perché “lì c’è il nostro Dio” e perché: Le sue fondamenta sono sui monti santi; 2il Signore ama le porte di Sion più di tutte le dimore di Giacobbe.3Di te si dicono cose stupende, città di Dio. 4Ricorderò Raab e Babilonia fra quelli che mi conoscono; ecco, Palestina, Tiro ed Etiopia: tutti là sono nati5Si dirà di Sion: «L’uno e l’altro è nato in essa e l’Altissimo la tiene salda». 6Il Signore scriverà nel libro dei popoli: «Là costui è nato». 7E danzando canteranno: «Sono in te tutte le mie sorgenti»(Sal 87).  E Dio sa se abbiamo bisogno di essere consolati! A Gerusalemme non “si va”, ma “SI SALE” Gerusalemme è la città della presenza di Dio (la shekinàh); il suo nome arabo è El Kudz (la Santa). E chi vuole avvicinarsi a Dio, deve in ogni caso “salire”, fare una “ascesa” (o ascesi). La Bibbia ci insegna che esistono due città: Babele e Gerusalemme. Babele è la città che gli uomini costruiscono per se stessi: “Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra»” (Gen 11,4). “Farsi un nome” per gli uomini di ogni Babele, equivale a fissare lo scopo della propria esistenza, scegliere da sé il senso da dare alla propria umanità. Determinare l’esistenza a partire da quaggiù e costruire una torre che raggiunga il cielo. Babilonia è dunque l’immagine di ogni umanesimo fuori dalla legge di Dio, autosufficiente e che pretende di dare una interpretazione definitiva dell’esistenza umana…… Gerusalemme invece è una città piccola piccola, circondata da colline molto più alte, lontana dalle grandi vie di comunicazione…… ma è la città che Dio ha costruito per gli uomini. All’uomo è stato ordinato di dare un nome a tutte le cose, ma egli non può dare il nome a se stesso. Dio solo può rivelarci il nostro nome. Gerusalemme è il laboratorio di quella umanità che impara a “farsi chiamare” da Dio, cioè a ricevere da Lui il senso e il valore della propria esistenza.

A Gerusalemme non “si abita”, ma “SI STA”  Quale gioia, quando mi dissero:  «Andremo alla casa del Signore». E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme! (Sal 122).  Se dal punto di vista politico e storico è sempre stata una città contesa, dal punto di vista strettamente religioso essa è la città di Dio: “…… ora mi sono scelto Gerusalemme perché vi dimori il mio Nome……” (1Re 8,16).  Gerusalemme appartiene solo a Lui e perciò è una città accogliente: tutte le religioni vi “stanno” senza che alcuna possa vantarne l’esclusiva. Beato chi “sosta” a Gerusalemme! A Gerusalemme non “si resta”, ma da essa “SI RIPARTE”. L’esperienza spirituale ricordata sopra, del “ritornare”, del “salire”, dello “stare” si conclude con il “ripartire”. Perché a Gerusalemme Dio rivela a ciascuno il proprio “nome”, cioè l’impegno della vita, che deve essere svolto, vissuto, dispiegato nel luogo che Dio a ciascuno ha fissato. Non ci sono nemmeno tombe in Gerusalemme (solamente fuori). L’unico sepolcro che c’è, è vuoto: anche Gesù è ripartito…… e similmente ha detto ai suoi: “…… avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni in Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra” (At 1,6). Dopo essere stati consolati, santificati, dopo che ci si è intrattenuti a Gerusalemme, bisogna “ripartire”, scendere nel mondo, nelle città che sono Babilonia, dove Dio ci ha collocati. Senza paure (perché Lui conosce il nome che ci ha dato), ma con una grande nostalgia; bisogna tornare tra gli uomini, affinché Gerusalemme svolga la sua funzione, perché sia quello che deve essere: la città di Dio, la Santa, la Madre alla quale tutti gli uomini tendono e che tutti gli uomini attende. Gerusalemme è la sola città il cui nome valica questo nostro spazio e tempo ed entra nel mondo futuro: essa è la sola città che abbia un destino eterno: 1Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. 2Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 3Udii allora una voce potente che usciva dal trono: « Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro  ed essi saranno suo popolo  ed egli sarà il “Dio-con-loro”. 4E tergerà ogni lacrima dai loro occhi;  non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate»” (Ap 21,1ss).

Le “ragazze” di Morsenchio

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calendario catechesi 3 età marzo 2017 (scarica il PDF)

programma attività marzo 2017 (scarica il PDF)

 

 

 

Preghiera mensile per adulti

“La gioia del vangelo nella vita quotidiana”

Lunedì 13 febbraio 2017 alle ore 21,00  – Lettura biblica e preghiera personale

prime 6 schede degli incontri (scarica il PDF)

Altro materiale per la formazione degli adulti

i miseri di Gesu – fraternità genitori (scarica il PDF)

La famiglia come comunità (scarica il PDF)

I vangeli della resurrezione (scarica il PDF)

Le parabole della misericordia – Lc 15 (scarica il PDF)

10 modi per rovinare un figlio (scarica il PDF)

Commento sull’enciclica “laudato si” di papa Francesco (scarica il PDF)

Libretto pellegrinaggio in TerraSanta 2016 (scarica il PDF)

CENTRO DI ASCOLTO

“MISERICORDIA DELLA B.V.A.”

è presente tutti i giorni negli ORARI DI SEGRETERIA  per segnalazioni e appuntamenti.

 Martedì   17.00 – 18.30

 Mercoledì 10.00 – 12.00                17.00 – 18.30

 Giovedì    10.00 – 12.00                17.00 – 18.30

 Venerdì   17.00 – 18.30

Lunedì 10.00 – 12.00

 Giovedì  15.00 – 16.30

Momenti più specifici e dedicati all’ascolto per i diversi accompagnamenti

INGRESSO DA VIALE UNGHERIA 32 – CITOFONO “SEGRETERIA”

Preghiera per chiedere il dono della carità

Signore, fammi capace di lavare i piedi a chi so che mi tradisce e nutre rancore contro di me. Dammi il coraggio di avvicinarmi
per lavare i piedi e curare le piaghe degli ammalati.opere-caritative

Muovi le mie mani, Signore, perché siano gentili, calde, senza asprezze e ruvidezze.

Rendimi attento a quanti sono dimenticati
o che gli altri rifiutano o che trattano duramente.

Voglio servirti, Signore, in ogni persona
nel pianto e nella gioia, nei giorni di luce e nei giorni bui, nella grazia e nel peccato.

Voglio servirti quando il cuore arde e vuole strafare e quando è stanco e tiepido
e vorrebbe solo smettere.

Ti chiedo di poterti servire nella persona che mi sorride sempre e in quella che non manifesta alcun segno di riconoscenza o di gradimento.

Fa’ che io ti serva, Signore, nelle persone che mi ripugnano,
hanno bisogno di tutto e non possono darmi nulla.

a-betlemme-con-i-bambini-dellorfanotrofiodon-giuseppe-facchineri-con-i-ragazzi-del-centro-accoglienza-profughi

FESTA DELLA FAMIGLIA 2017

Domenica 29 gennaio 2017

Vivremo insieme due momenti di festa

  1. ANNIVERSARI DI MATRIMONIO

In occasione della festa della famiglia, le coppie che festeggiano nell’anno pastorale un anniversario significativo (1 anno, 10°, 15°… 35°, 40° 50°, 55°), possono segnalare in segreteria il loro nominativo per partecipare agli anniversari  celebrati alla s. Messa delle ore 10.30.

  1. GRANDE FESTA DELLE FAMIGLIE – PRANZO COMUNITARIO

Vieni a festeggiare insieme: famiglie, adulti, bambini, nonni … tutti in famiglia!!!!

Orario: ore 12.30 in sala don Bosco

 Quota:per gli adulti Є 15

ragazzi fino alle  medie € 5

Iscrizioni: in segreteria entro il 28 gennaio 2016 fino ad esaurimento dei posti a disposizione!

Il Convegno “Farsi Prossimo”

Intervento del card.Renato Corti (scarica PDF)

A 30 anni dal Convegno “Farsi Prossimo” voluto dal Cardinal Martini, sabato 11 febbraio si è tenuto il Convegno voluto dalla Caritas Ambrosiana.

Monsignor Bazzarri ci ha aiutati a ripercorrere le tappe salienti del Convegno del 1986 ribadendo che il Cardinal Martini ha sempre sostenuto che la carità è il centro di tutta l’attività pastorale della Chiesa e deve “dare voce a chi non ha voce”.

S.E. Cardinale Corti ha parlato di “Martini e la misericordia” ribadendo come per il Cardinal Martini, MISERICORDIA e PROSSIMITA’ sono sinonimi e come tutta la sua riflessione sulla Caritas fosse guidata dalla parabola del BUON SAMARITANO (il mistero della tenerezza divina, il non passare oltre, la concretezza dell’aiuto). Monsignor Corti ci ha ricordato che la parabola del Buon Samaritano ci attendeva 30 anni fa, ma oggi ci attende ancora.

E’ seguita poi una tavola rotonda dove è emerso che i poveri ci sono ancora oggi e gridano i loro bisogni: bisogna restare in ascolto.

Padre Costa ci ha richiamato che la carità è inseparabile dalla vita di fede ricordandoci il valore dell’elemosina come intervento immediato che non pretende di risolvere tutto subito ma fa quello che è possibile al momento.

Infine il Presidente di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, ha ribadito che questo convegno deve rilanciare la intuizioni del 1986: “la Caritas non è un gruppo tra gli altri ma un ambito pastorale e deve funzionare da antenna, da motorino di avviamento e avere una coscienza critica” (Card. Martini).