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PREGHIERA PER OPERARE SECONDO LO SPIRITO DEL SIGNORE

Signore Gesù, tu  Maestro e Signore della mia vita, ti invoco affinché diventi sempre più coraggioso testimone della bellezza della tua costante Presenza. Per questo ho bisogno che tu mi possieda totalmente, perché io riesca a essere una cosa sola in te e diventi espressione profonda e limpida della tua volontà.

Spirito Santo, ti prego di aiutarmi a essere docile ai tuoi suggerimenti e segua sempre il tuo Vangelo. Illumina e guida in questo giorno i miei passi. La luce della tua presenza illumini il mio cammino.

Aiutami e consigliami in ogni situazione, affinché la mia vita possa far brillare un raggio della tua santità e l’ amore per la tua Chiesa.

Mi rivolgo a te Maria, Madre del Buon Consiglio, certo della tua preghiera e del tuo aiuto.

PREGHIERA PER OPERARE SECONDO LO SPIRITO DEL SIGNORE

Signore Gesù, tu  Maestro e Signore della mia vita, ti invoco affinché diventi sempre più coraggioso testimone della bellezza della tua costante Presenza. Per questo ho bisogno che tu mi possieda totalmente, perché io riesca a essere una cosa sola in te e diventi espressione profonda e limpida della tua volontà.

Spirito Santo, ti prego di aiutarmi a essere docile ai tuoi suggerimenti e segua sempre il tuo Vangelo. Illumina e guida in questo giorno i miei passi. La luce della tua presenza illumini il mio cammino.

Aiutami e consigliami in ogni situazione, affinché la mia vita possa far brillare un raggio della tua santità e l’ amore per la tua Chiesa.

Mi rivolgo a te Maria, Madre del Buon Consiglio, certo della tua preghiera e del tuo aiuto.

AMARE…continuare a cercare l’altro

L’opposto del “buon senso”, non è il “mal senso”, o “senso malevolo”; ma, il “non senso”. Fare cose prive di senso o delle quali si è dimenticati il senso. Su questo piano l’abitudine, che pur garantisce stabilità può svolgere un azione mortifera. Abitudine e grigiore paiono sinonimi, nella continua, inebriante, ricerca di sensazioni “forti”.Senso”, è una parola “rumorosa”, quasi onomatopeica, indica significato e direzione,, è dinamica, in movimento; ricorda più il fruscio dell’aria, che la staticità; è qualcosa che si precisa continuamente, si scopre progressivamente; un po’ come l’amore, o la fede, che non è il continuo ritorno alle emozioni dell’inizio, ma il lungo viaggio alla scoperta e conoscenza dell’altro, delle sue mille possibilità e fragilità. Mai si potrà dire di “conoscere” la donna o l’uomo, il figlio o la figlia, che si dice di amare, o di conoscere Dio. Chi lo afferma ha semplicemente smesso di amare e di cercare, nell’altro , ciò che ha solo bisogno di essere fecondato per potersi esprimere.
Il “buon senso”, a volte, lo si confonde con Il “senso comune”, o ” comune sentire”, ma questo si riferisce a una cornice culturale; e non vi è nulla di più “provvisorio” e “transitorio”, delle cornici culturali.
Un paio di generazioni nella migliore delle ipotesi.
Tutte le nefandezze che l’uomo ha provocato, sono transitate attraverso strade lastricate di buon senso.
La ricerca di senso e significato è lo scopo di una vita, e dovrebbe esserlo di ogni vita, sin dai primissimi anni, perché ne abbiamo a disposizione una sola, senza possibilità di replica. Ci servono genitori e insegnanti, che insegnino, non l’attaccamento a cose e persone, ma la ricerca e la scoperta di significati.
E non vi è un “senso” comune, ma personale: io, con la mia biografia, le mie caratteristiche di personalità, le paure, i desideri, le speranze, le fobie; nel rapporto con me stesso, nella relazione con le persone che ho incontrato, a partire da mia madre e mio padre, con la donna che amo, con l’ambiente, la società.
Il senso di quel che faccio, non è dato dal fare ciò che fanno i più, la maggioranza, e nemmeno nel soddisfare “desideri”, chiamati, “bisogni”, in realtà “pulsioni”.
Solo questo ci consente di viverla in pienezza, la pienezza della nostra umanità, non accontentandoci di vite vissute parzialmente, completate da qualche inconsistente surrogato: sesso, soldi, potere, sostanze inebrianti, o sballanti, dominio su altri esseri umani. Surrogati ! Le donne esprimono, senso e significato, in tutto quel che fanno, ma noi lo chiamiamo “agitazione”. Hanno imparato ad adattarsi ai nostri schemi mentali, è ancora lì subiscono, perché alla sostanza sono “prevalente”madri, quando amano.
Siamo ancora molto lontano da una vera democrazia tra i “generi”.

Ecco, faccio nuove tutte le cose!

Domenica 14 e 21 maggio i nostri ragazzi e ragazze di 5° elementare e 1° media hanno ricevuto il  sacramento della Cresima. E’ il dono dello Spirito santo che nel sacramento amministrato dal Vescovo ci dona la forza di vivere in pienezza la VITA NELLO SPIRITO DEL SIGNORE GESU’, RAFFORZA LA NOSTRA FEDE DI DISCEPOLI PER VIVERE NELLE DIFFICOLTA’ DEL NOSTRO MONDO CON LA LUCE DEL SUO VANGELO.

In queste 4 domeniche di maggio abbiamo vissuto la MATERNITA’  della Chieda che continua a generare nel tempo – come una vera Madre – figli di Dio. E’ il frutto della Pasqua che abbiamo celebrato e che ci orienta alla PENTECOSTE (4giugno), solennità che ci abilita a vivere prendendoci cura del fratello con misericordia e amore.

Siamo certi che tutta questa GRAZIA DI DIO che si è riversata sulla nostra comunità darà buon frutto secondo la grazia di Dio nel cuore di ciascuno.

Ecco, faccio nuove tutte le cose!

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Approvata dalla Camera la legge sul Cyberbullismo

È stato approvato alla Camera con una larghissima maggioranza il testo di legge per contrastare il fenomeno del cyberbullismo.

È un primo passo importante che dovrà essere ratificato dal Senato, che per la prima volta affronta un tema diventato sempre più rilevante come hanno dimostrato recenti casi di cronaca e come sottolineato da alcuni programmi e serie televisive (“Tredici” – in originale “13 Reasons Why” – ad esempio).

Il disegno di legge cerca prima di tutto di definire in maniera chiara il fenomeno:

«qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito dei dati personali in danno di minorenni, nonché la diffusione di contenuti online il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo».

Il testo prevede inoltre alcuni provvedimenti fondamentali, tra gli altri:

  • la possibilità dei minori di 14 anni, di sporgere direttamente denuncia;
  • un ruolo importante assegnato alla prevenzione, soprattutto in ambito scolastico, con l’istituzione di un referente per ogni istituto, corsi di formazione specifici per gli insegnanti e programmi educativi che coinvolgano gli studenti per un uso consapevole di Internet;
  • lo stanziamento di risorse specifiche per la prevenzione in ambito scolastico.

In questo video di AGI (disponibile anche a questo link) una spiegazione sintetica della legge, il cui testo completo è consultabile a questo link

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Questo video non esiste

 

Al di là della legge è comunque importante, come abbiamo ribadito negli incontri in Parrocchia con gli adolescenti e i genitori, mantenere una attenzione sui valori dell’educazione e dell’esempio e su cosa significa un uso di Internet e dei nuovi strumenti di comunicazione nella piena consapevolezza delle opportunità, ma anche dei rischi che possono nascere da un uso irresponsabile o non rispettoso delle dignità delle persone.

ORATORIO – (luogo dove si prega)

Non tutti sanno che l’oratorio è nato con san Filippo Neri nel 1500 e poi riattualizzato da san Giovanni Bosco nell’800.

Nato come luogo di raccolta per i più abbandonati tra la gioventù, è stato uno strumento missionario prezioso nella storia per raccogliere bambini ai margini della società e destinati alla miseria.

Ogni giorno nel nostro oratorio si prega, in cappellina o sul campo, per custodire il cuore di tante attività con i ragazzi e le loro famiglie. Questi tempi di sosta ricordano a tutti il cuore prezioso dell’oratorio… portare tutti a Gesù Signore, accendendo nel cuore il desiderio di santità… ora piccoli discepoli, per essere nel mondo grandi testimoni del Vangelo. Allora il gioco non è solo intrattenimento e babysitteraggio, ma momento essenziale per realizzare la comunione e crescere come amici e fratelli, come ha fatto il Signore con tutti noi.

Il Padre benedica e sostenga il servizio paziente e amorevole di chi si dedica all’Oratorio.

don Giuseppe Facchineri

SANTA MESSA CON IL RITO DELLA CANONIZZAZIONE DEI BEATI FRANCISCO MARTO E JACINTA MARTO

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OMELIA DEL SANTO PADRE

Solennità della Beata Vergine Maria di Fátima
Sagrato del Santuario
Sabato, 13 maggio 2017

«Apparve nel cielo […] una donna vestita di sole»: attesta il veggente di Patmos nell’Apocalisse (12,1), osservando anche che ella era in procinto di dare alla luce un figlio. Poi, nel Vangelo, abbiamo sentito Gesù dire al discepolo: «Ecco tua madre» (Gv 19,26-27). Abbiamo una Madre! Una “Signora tanto bella”, commentavano tra di loro i veggenti di Fatima sulla strada di casa, in quel benedetto giorno 13 maggio di cento anni fa. E, alla sera, Giacinta non riuscì a trattenersi e svelò il segreto alla mamma: “Oggi ho visto la Madonna”. Essi avevano visto la Madre del cielo. Nella scia che seguivano i loro occhi, si sono protesi gli occhi di molti, ma… questi non l’hanno vista. La Vergine Madre non è venuta qui perché noi la vedessimo: per questo avremo tutta l’eternità, beninteso se andremo in Cielo. Continua a leggere SANTA MESSA CON IL RITO DELLA CANONIZZAZIONE DEI BEATI FRANCISCO MARTO E JACINTA MARTO

Prenditi tempo

Prenditi tempo per pensare
perché questa è la vera forza dell’uomo.
Prenditi tempo per leggere
perché questa è la vera base della saggezza.
Prenditi tempo per pregare
perché questo è il maggior potere sulla terra.
Prenditi tempo per amare ed essere amato
perché questo è il cammino della felicità.
Prenditi tempo per ridere
perché il riso è la musica dell’anima.
Prenditi tempo per dare
perché il giorno è troppo corto per essere egoisti.

Pablo Neruda

Vegliate … per non essere rintronati!

LUNEDì  DELLA SETTIMANA SANTA

Fratelli, seguiamo il cammino di Cristo che conduce a salvezza.
Egli morì per noi, lasciando un esempio.
Sulla croce portò nel suo corpo i nostri peccati
perché, morendo alla colpa, risorgessimo alla vita di grazia.


Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: “State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo” – Lc 21, 34-36

 

Per leggere i segni dei tempi, per attendere il Maestro e il suo ritorno nella gloria, abbiamo urgente bisogno di vegliare, di vigilare, di stare attenti, desti, pronti. Se il nostro cuore si appesantisce, non siamo più in grado di riconoscere la sua Presenza, di leggere la sua dolce presenza nei nostri cuori.

Gesù parla di dissipazioni e ubriachezze che ci fanno cadere nella dimenticanza, la grande tentazione a cui reagire con la quieta preghiera e la meditazione della Parola di Dio.

Dissipazioni, cioè lo spreco del tempo, l’ossessione dell’organizzazione della vita o del benessere, cioè un gettare via le energie che – in verità – a ben altro ci dovrebbero servire… Ubriachezze, cioè l’intontimento generale che ci provoca stress, la tensione sul lavoro e nella scuola … un continuo stato di ansia sotterranea.

Stiamo svegli, presenti, amici … che il Signore, in questa giornata, ci trovi quando passerà a bussare alla nostra porta. Aiutaci a vegliare e pregare, Maestro, per avere la forza di restare fedeli nelle fatiche di questo mondo, custodendo la tua Presenza … anche in questa giornata! 

Buona Settimana  SANTA, l’ “Autentica”.

Non chiudere la tua porta, anche se ho fatto tardi.
Non chiudere la tua porta: sono venuto a bussare.

A chi ti cerca nel pianto apri, Signore pietoso.
Accoglimi al tuo convito, donami il Pane del regno.

 

Entrare nella Pasqua …da discepoli

dscf1580TUTTA LA CASA SI RIEMPI’ DI PROFUMO

 Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. 4 (Gv 12)

Ecco un gesto sorprendente, di un amore senza calcolo, libero, gratuito. 

Maria versa del profumo sui suoi piedi: profumo preziosissimo, il nardo, olio ricavato dalle radici di una pianta che cresce nelle montagne dell’India settentrionale.

Giuda lo valuterà in trecento denari, salario di trecento giornate lavorative. 

Il profumo di questo amore GRATUITO riempie la casa!

Entriamo nella Settimana Santa, come discepoli

…. che non sannno già cos’è l’amore (si fa la fine di Giuda!),

ma che IMPARANO ad AMARE GRATUITAMENTE,

senza chiedere nulla in cambio.

Gratuitamente, senza pretesa di riconoscimenti e contraccambi.

Questa è la Pasqua:

assoluta gratuità

ad altissimo prezzo,

amore fino alla fine.

Preghiamo perchè il buon profumo dell’amore totale e gratuito di Cristo Signore  riempia di questa sua grazia  tutta la casa della nostra vita.

Buon cammino pasquale a tutti!

don Giuseppe Facchineri

 

 

Non ha senso… la Croce

La Croce non ha valore… per chi confida solo nell’efficienza materiale, nei programmi tecnici, nei progetti sociali;

non ha senso… per chi non vuole dare spazio alla vita interiore, per chi ritiene che i problemi umani si possono risolvere scavalcando l’uomo, la sua libertà, il suo cuore;
è inconcepibile… per chi desidera prevalere, vincere, comandare, possedere;
è faticosa… per chi non ha speranze sull’uomo e le sue possibilità;
è dolorosa… in una realtà in cui arroganza, mediocrità, diffidenza sono chiamate normalità.

Invece è germe d’amore la Croce… per chi sa che l’esperienza realistica della vita ci dice che il dolore, la sofferenza, la morte riempiono di sé la nostra storia e che l’amore, solo l’amore, è la speranza dell’uomo.

L’uomo è un mistero, il suo cuore un abisso

Quando Sant’Agostino 1300 anni fa scrisse questa frase, veniva da un lungo cammino interiore, che aveva attraversato , con coraggio e descritto, nelle “confessioni”.
In fondo ha anticipato quel che, la psicanalisi prima e la cosiddetta scienza psicologica in seguito, 1100 anni dopo, hanno confermato.
Nell’uomo vi è una parte, una dimensione, un luogo, indicibile, indescrivibile, incomunicabile, che chiamiamo inconscio, o non conscio per dirla con Faggioli.
In quegli abissi albergano energie distruttive ed autodistruttive, ed energie costruttive; demoni e angeli, ombre e luci.
I demoni sono alimentati dalla nostra solitudine, ( condizione ineludibile, che nessun frastuono, voce o nota può ridurre) e dalla paura della morte, che ci induce a una voracità, verso la vita, in tutte le sue dimensioni, anche a discapito dei nostri simili.
Le energie costruttive sono alimentati dalla nostra natura relazionale, costitutiva della nostra personalità; dal bisogno di amore e incontro, profondo, veritiero, che permeano la nostra memoria fisiologica e il nostro presente.
Ogni essere umano è lacerato da queste contrastanti energie, da queste tensioni opposte.
È mia convinzione che buona parte del disagio di noi moderni venga da questa, divaricazione di energie, che si incontrano e contaminano in una sorta di “terra di nessuno”, che delinea l’ambivalenza e contraddittorietà di noi umani, nel rapporto con se, con gli altri, con l’ambiente, con la storia.
Perché, quindi, un uomo di 45 anni, con capacità cognitive integre e un buon
livello culturale, ( faceva il mediatore finanziario, dopo avere trasformato una passione nel suo lavoro); in grado di distinguere il bene dal male, con conoscenza del valore delle norme e delle leggi ( è stato carabiniere, dopo essere stato selezionato, formato); con volontà, carattere e coraggio e buona percezione di se e delle proprie capacità, ( non è facile cambiare lavoro, passando dalla sicurezza del dipendente, alla precarietà del professionista); perché un uomo così uccide i suoi figli, piccoli e inermi, completamente fiduciosi nei suoi riguardi, a martellate ? Quante martellate ha dato, prima che morissero? Dicono cinque! Li ha uccisi con un colpo secco? E quando il secondo ( non poteva ucciderli contemporaneamente), ha cominciato a gridare, forse a scappare, con quale determinazione ha ucciso anche lui? Quante ore, giorni, ha pensato a questa soluzione, come la migliore per se e i suoi figli maschi?
È stato un raptus, il pensiero lo ha invaso all’improvviso, oppure ha programmato la cosa, aspettando proprio il momento in cui era solo con i due piccoli maschi?
Forse la scientifica ricostruirà l’evento, ma quel che è accaduto nel cuore di quell’uomo, solo Dio può conoscerlo.
Vi sono comunque dei paradigmi culturali, che possono fare da linfa a queste esplosioni distruttive,sui quali varrebbe la pena indagare!
– Uno dei frutti nefasti dell’individualismo autosufficiente, ( così necessario al capitale finanziario per erodere alla base ogni spinta verso la socialità) ; è l’incapacità di chiedere aiuto.
Chi chiede aiuto ammette la propria debolezza, la propria vulnerabilità; è uno sfigato!

Inoltre si da per certo che nessuno ci aiuterà, perché ognuno penserà principalmente a se stesso. Terribile questa sfiducia sull’umano, questo dover dimostrare, agli altri e a se stessi, che ce la si fa da soli. Vi sarà comunque, per ognuno, nella vita, un momento in cui dovremo accettare la nostra impotenza, lasciarci aiutare, attraversare quella frantumazione di idoli e maschere, che ci siamo appiccicati addosso.
– Il proprietario dello sperma che ha contribuito a introdurre in questo mondo il figlio, spesso si sente padrone di quel corpo e di quella vita: lui sa come deve svilupparsi e andare. Non sono solo le madri ad essere condizionate a volte da questo schema, in parte comprensibile: per trentatré mesi ( 9 dentro il corpo della donna), quell’organismo e’ vissuto dipendendo totalmente da loro.
Anche i padri, sono, spesso “inconsciamente ” condizionati da questo schema.
Possiamo lasciare aperti i varchi ai demoni distruttivi o chiuderli e, allo stesso modo, aprirne alle energie costruttive.
Non siamo schiavi di un destino, abbiamo la capacità di fare spazio, all’una o all’altra energia. È la nostra libertà e capacità di scelta, tra il bene e il male, dentro e fuori di noi.
Occorre imparare lo sguardo interiore, il modo in cui si formano i nostri pensieri, a prendere confidenza con le nostre emozioni, consapevolizzare, radicalmente, la nostra dimensione relazionale; interiorizzare la nostra dimensione trinitaria: persona unica e irripetibile; la dimensione sociale e comunitaria come condizione costitutiva della nostra identità; apparteniamo ad un unica specie umana e abbiamo la responsabilità di contribuire alla costruzione di un destino comune, al di qua, molto al di qua di culture, lingue, tradizioni.
Questa antropologia dovrebbe essere insegnate nelle scuole a partire da quelle dell’infanzia.
Quell’uomo non può essere giudicato. Solo pregare per lui e i suoi figli si può e cercare di lenire le ferite della madre e della sorella.
Perché l’uomo è un mistero, il suo cuore un abisso.

dott.Venturoli Sandro

Foglietti del TEMPO PASQUALE (aprile e maggio)

23 APRILE 2017 – II DOMENICA DOPO PASQUA A   (scarica PDF)

30 APRILE 2017 – III DOMENICA DOPO PASQUA A (scarica PDF)

7 MAGGIO 2017 – IV DOMENICA DOPO PASQUA A- COMUNIONI  (scarica PDF)

14 MAGGIO 2017 – V DOMENICA DOPO PASQUA A CRESIME (scarica PDF)

28 MAGGIO 2017 – VII DOMENICA DOPO PASQUA – dopo l’Ascensione A professione di fede (scarica PDF)

 

TRIDUO PASQUALE 2017

SETTIMANA SANTA - volantino orari BVA 2017

ORARI per le CONFESSIONI PASQUALI

E’ bene prepararsi alle celebrazioni pasquali celebrando bene e per tempo (non all’ultimo momento) il sacramento della confessione.
– Don Giuseppe confessa il sabato  dalle ore 10.30 alle ore 12.00 in chiesa e dal martedì al venerdì dalle  ore 17.30 alle ore 18.30 in oratorio.

– Don Vittorio confessa il  giovedì dalle ore 10.00 alle ore 12.3 in chiesa e mezz’ora prima delle messe.

Solo durante i giorni del Triduo Pasquale i sacerdoti saranno presenti in Chiesa nei seguenti orari:

Giovedì 13 aprile – ore 16,00-18,00

Venerdì 14 aprile – ore 10,00-12,00 e 16,00-18,00

Sabato 15 aprile  – ore 16,00-17,30

 LUNEDI’ 10 APRILE ore 21,00: Incontro di preparazione alle celebrazioni del Santo Triduo per Coro, Ministri, Lettori e Collaboratori

I nostri “grandi” piccolini di 2° el

Ecco un’incontro di catechismo con i più piccoli di 2° elementare in preparazione alla Pasqua

ecco i bimbi del II anno (3° elementare)

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Pellegrinaggio in TERRASANTA

Beato chi trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio” (Sal 83,6)

Qui puoi guardare  LE FOTO DEL PELLEGRINAGGIO 2016

Il viaggio verso un luogo sacro rivela l’incessante ricerca umana di Dio. E Gesù descrive se stesso come la strada (io sono la via…Gv.14,6) in grado di svelare il mistero dell’essere umano e la via per arrivare a Dio. Per questo il pellegrinaggio dove trasformarsi in vita. Non deve trattarsi dunque solo di un movimento nello spazio ,ma di un percorso interiore. Il pellegrinaggio deve essere “esercizio di ascesi operosa, preparazione interiore alla riforma del cuore”.   In Israele, in Palestina, in Terra Santa, o nella Terra del Santo?

 La ricerca delle proprie radici1Ascoltatemi, voi che siete in cerca di giustizia, voi che cercate il Signore; guardate alla roccia da cui siete stati tagliati,alla cava da cui siete stati estratti2Guardate ad Abramo vostro padre, a Sara che vi ha partorito; poiché io chiamai lui solo, lo benedissi e lo moltiplicai.      (Is 51,1-2)

 16Se le primizie sono sante, lo sarà anche tutta la pasta; se è santa la radice, lo saranno anche i rami. 17Se però alcuni rami sono stati tagliati e tu, essendo oleastro, sei stato innestato al loro posto, diventando così partecipe della radice e della linfa dell’olivo, 18non menar tanto vanto contro i rami! Se ti vuoi proprio vantare, sappi che non sei tu che porti la radice, ma è la radice che porta te.  (Rm 11,16-18)

  • La ricerca di quella Parola che risuonò in quei luoghi 2000 anni fa e che ancora oggi risuona per me!
  • La ricerca di culture differenti in un mondo pieno di contrasti.

Il rapporto tra arabi ed ebrei, la situazione difficile dei cristiani divisi in molte confessioni. Israele è l’ombelico del mondo, un microcosmo di problemi che toccano tutta l’umanità.

 RITORNIAMO A GERUSALEMME! A Gerusalemme non “si va”, ma “SI RITORNA” Questo vale anche per chi vi accede per la prima volta, ma perché là è presente la nostra consolazione. Si ritorna alle fonti (la fonte di Gihon!), alle radici, alla madre, in un rapporto intimo e consolante. 10Rallegratevi con Gerusalemme,  esultate per essa quanti la amate.Sfavillate di gioia con essa voi tutti che avete partecipato al suo lutto.11Così succhierete al suo petto e vi sazierete delle sue consolazioni;succhierete, deliziandovi,all’abbondanza del suo seno. 12Poiché così dice il Signore:«Ecco io farò scorrere verso di essa,come un fiume, la prosperità; come un torrente in piena la ricchezza dei popoli; i suoi bimbi saranno portati in braccio, sulle ginocchia saranno accarezzati. 13Come una madre consola un figlio così io vi consolerò; in Gerusalemme sarete consolati.  (Is 66,10-13)

Consolazione è rifugiarsi presso chi “sa già” la nostra pena e non c’è bisogno di raccontare; qualcuno che capisce e condivide le nostre ragioni e siamo sicuri che in ogni caso si schiererà per noi (Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Rm 8,31). Consolazione è stare sulle ginocchia della madre e percepire “da cuore a cuore” che siamo il suo unico interesse, il suo unico compiacimento.Questo si può trovare a Gerusalemme, perché “lì c’è il nostro Dio” e perché: Le sue fondamenta sono sui monti santi; 2il Signore ama le porte di Sion più di tutte le dimore di Giacobbe.3Di te si dicono cose stupende, città di Dio. 4Ricorderò Raab e Babilonia fra quelli che mi conoscono; ecco, Palestina, Tiro ed Etiopia: tutti là sono nati5Si dirà di Sion: «L’uno e l’altro è nato in essa e l’Altissimo la tiene salda». 6Il Signore scriverà nel libro dei popoli: «Là costui è nato». 7E danzando canteranno: «Sono in te tutte le mie sorgenti»(Sal 87).  E Dio sa se abbiamo bisogno di essere consolati! A Gerusalemme non “si va”, ma “SI SALE” Gerusalemme è la città della presenza di Dio (la shekinàh); il suo nome arabo è El Kudz (la Santa). E chi vuole avvicinarsi a Dio, deve in ogni caso “salire”, fare una “ascesa” (o ascesi). La Bibbia ci insegna che esistono due città: Babele e Gerusalemme. Babele è la città che gli uomini costruiscono per se stessi: “Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra»” (Gen 11,4). “Farsi un nome” per gli uomini di ogni Babele, equivale a fissare lo scopo della propria esistenza, scegliere da sé il senso da dare alla propria umanità. Determinare l’esistenza a partire da quaggiù e costruire una torre che raggiunga il cielo. Babilonia è dunque l’immagine di ogni umanesimo fuori dalla legge di Dio, autosufficiente e che pretende di dare una interpretazione definitiva dell’esistenza umana…… Gerusalemme invece è una città piccola piccola, circondata da colline molto più alte, lontana dalle grandi vie di comunicazione…… ma è la città che Dio ha costruito per gli uomini. All’uomo è stato ordinato di dare un nome a tutte le cose, ma egli non può dare il nome a se stesso. Dio solo può rivelarci il nostro nome. Gerusalemme è il laboratorio di quella umanità che impara a “farsi chiamare” da Dio, cioè a ricevere da Lui il senso e il valore della propria esistenza.

A Gerusalemme non “si abita”, ma “SI STA”  Quale gioia, quando mi dissero:  «Andremo alla casa del Signore». E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme! (Sal 122).  Se dal punto di vista politico e storico è sempre stata una città contesa, dal punto di vista strettamente religioso essa è la città di Dio: “…… ora mi sono scelto Gerusalemme perché vi dimori il mio Nome……” (1Re 8,16).  Gerusalemme appartiene solo a Lui e perciò è una città accogliente: tutte le religioni vi “stanno” senza che alcuna possa vantarne l’esclusiva. Beato chi “sosta” a Gerusalemme! A Gerusalemme non “si resta”, ma da essa “SI RIPARTE”. L’esperienza spirituale ricordata sopra, del “ritornare”, del “salire”, dello “stare” si conclude con il “ripartire”. Perché a Gerusalemme Dio rivela a ciascuno il proprio “nome”, cioè l’impegno della vita, che deve essere svolto, vissuto, dispiegato nel luogo che Dio a ciascuno ha fissato. Non ci sono nemmeno tombe in Gerusalemme (solamente fuori). L’unico sepolcro che c’è, è vuoto: anche Gesù è ripartito…… e similmente ha detto ai suoi: “…… avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni in Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra” (At 1,6). Dopo essere stati consolati, santificati, dopo che ci si è intrattenuti a Gerusalemme, bisogna “ripartire”, scendere nel mondo, nelle città che sono Babilonia, dove Dio ci ha collocati. Senza paure (perché Lui conosce il nome che ci ha dato), ma con una grande nostalgia; bisogna tornare tra gli uomini, affinché Gerusalemme svolga la sua funzione, perché sia quello che deve essere: la città di Dio, la Santa, la Madre alla quale tutti gli uomini tendono e che tutti gli uomini attende. Gerusalemme è la sola città il cui nome valica questo nostro spazio e tempo ed entra nel mondo futuro: essa è la sola città che abbia un destino eterno: 1Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. 2Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 3Udii allora una voce potente che usciva dal trono: « Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro  ed essi saranno suo popolo  ed egli sarà il “Dio-con-loro”. 4E tergerà ogni lacrima dai loro occhi;  non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate»” (Ap 21,1ss).

Le “ragazze” di Morsenchio

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calendario catechesi 3 età marzo 2017 (scarica il PDF)

programma attività marzo 2017 (scarica il PDF)

 

 

 

Preghiera mensile per adulti

“La gioia del vangelo nella vita quotidiana”

Lunedì 13 febbraio 2017 alle ore 21,00  – Lettura biblica e preghiera personale

prime 6 schede degli incontri (scarica il PDF)

Altro materiale per la formazione degli adulti

i miseri di Gesu – fraternità genitori (scarica il PDF)

La famiglia come comunità (scarica il PDF)

I vangeli della resurrezione (scarica il PDF)

Le parabole della misericordia – Lc 15 (scarica il PDF)

10 modi per rovinare un figlio (scarica il PDF)

Commento sull’enciclica “laudato si” di papa Francesco (scarica il PDF)

Libretto pellegrinaggio in TerraSanta 2016 (scarica il PDF)

Per non ridursi in povertà

Oggi la povertà è un dramma che tocca molte famiglie e molte persone. La situazione è sicuramente seria, ma richiede di essere attenti e vigilanti anche nella propria gestione economica. Tante persone sono povere. Tante persone finiscono in povertà per una superficiale gestione economica. Le seguente schede vogliono essere un aiuto ad una gestione oculata e attenta delle proprie risorse.

Nomofobia

La patologia del futuro?

È la paura di rimanere disconnessi. Si chiamo Nomofobia

Terrore di rimanere disconnessi.

Si chiama ‘Nomofobia’ (no-mobile-phone-phobia, termine di recente introduzione nel vocabolario della lingua italiana Zingarelli) ed è la malattia da iperconnessione del 21° secolo

E’ venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto

 Zaccheo – Lc 19,1-10

Risultati immagini per zaccheoIn quel tempo, Gesù 1entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, 2quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco,3cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura.

4Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. 5Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Continua a leggere E’ venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto

MISERICORDIA ET MISERA

 LA DONNA PECCATRICE – Gv 8,1-11

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1Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. 2Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. 3Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e 4gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. 5Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». 6Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.

Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra.  Continua a leggere MISERICORDIA ET MISERA

Mi abbandono a te

Signore,
fammi conoscere la bellezza della tua chiamata
e il dono della tua costante presenza.
Aiutami a capire il tuo disegno su di me
e ad ascoltarti e imitarti con filiale docilità.
Fammi comprendere a che punto sono
nel cammino della vita cristiana:
quali sono i difetti da superare
e le virtù da conquistare.
Mi abbandono a te,
perché tu mi aiuti sempre a fare
la tua soave volontà.
Te lo chiedo con cuore nuovo,
grande e forte,
per Cristo Signore nostro. Amen.

la gioia di annunciare il vangelo

ASINUS PORTA MYSTERIA

Il dizionario biblico lo descrive così:«L’asino palestinese è assai robusto, sopporta bene il caldo,si nutre di cardi; grazie alla forma degli zoccoli, ha un’andatura molto sicura; infine, il suo mantenimento è poco costoso. Suoi unici difetti sono la testardaggine e la pigrizia».

Tiro avanti come l’asina di Gerusalemme, che nel giorno delle Palme fu per il Messia una cavalcatura regale e pacifica. Non so granché, ma so di portare Cristo sul mio dorso. Sono io che lo porto, ma è lui che mi guida. So che mi conduce verso il suo Regno, dove sarò a mio agio per sempre in verdi pascoli.

Tiro avanti a passettini, per sentieri scoscesi, lontano dalle autostrade, dove la velocità impedisce di riconoscere cavalcatura e cavaliere.Quando inciampo in un sasso, il mio Signore viene certamente sballottato, ma non mi rimprovera mai niente.La sua gentilezza e pazienza verso di me sono meravigliose:mi lascia il tempo per salutare l’incantevole asina di Balaam, per sognare davanti a un campo di lavanda, per dimenticare perfino che lo porto.

Tiro avanti in silenzio. E’ incredibile come ci comprendiamo senza parlare;d’altronde, non capisco bene, quando mi bisbiglia qualcosa all’orecchio. Le uniche parole che ho compreso sembrano dirette solo a me e ne posso testimoniare la verità:”Il mio giogo é dolce e il mio carico leggero” (Mt 11, 30). Parola d’animale, è proprio come quando portavo alacremente sua madre verso Betlemme, in una sera di Natale.“Ella pesava poco, perché tesa solo verso il futuro che si portava dentro”.

Tiro avanti nella gioia. Quando voglio cantare le sue lodi, faccio un baccano del diavolo, pieno di stonature. Allora lui ride di buon cuore, con un riso che trasforma i sentieri in piste da ballo, i miei zoccoli in sandali alati.In quei giorni, ve l’assicuro, se ne fa di strada!

Tiro avanti, tiro avanti come un asino che porta Cristo sul suo dorso!

Il miracolo di Nipete (scarica il PDF)

Intervento del postulatore p.Pasqualetti sulla grazia concessa da sr.Irene (scarica il PDF)

Voglio essere profumo

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Signore Gesù, voglio essere per te come quel barattolino di olio di nardo che Maria riversò sui tuoi piedi.

Voglio essere come nardo per camminare con te, amare con te le persone che incontriamo quotidianamente; voglio essere strumento di rivelazione della tua presenza. Dal mio profumo tutti devono sentire che tu sei qui. Continua a leggere Voglio essere profumo

Oratorio Estivo 2017

ISCRIZIONE ALL’ORATORIO ESTIVO 2017

Sono aperte le iscrizioni all’Oratorio Estivo 2017 che si svolgerà da lunedì 12 giugno a venerdì 30 giugno per i bambini dalla 1° elementare (frequentata) alla 3° media. 20160701_105617.jpg
Dato il grande numero dei bambini, nelle iscrizioni sarà data la precedenza prima agli iscritti al catechismo, poi agli iscritti all’attività sportiva e all’Oratorio, e infine a quelli che soltanto risiedono in parrocchia. Le iscrizioni saranno prese tenendo questi criteri di priorità e comunque fino al numero dei posti disponibili (non più di 200).


Per iscriversi occorrerà dare il nominativo e le relative caparre direttamente a don Giuseppe entro fine MARZO 2017.

Iscrizioni alla Vacanza 2017

Sono aperte le iscrizioni alla Vacanza Comunitaria 2017 sarà da sabato 1 luglio a sabato 8 luglio a BORMIO 2000 per i ragazzi dalla 3° elementare alla 3° media.20160706_132855.jpg
Le iscrizioni saranno prese fino al numero dei posti disponibili (non più di 90).


Per iscriversi occorrerà presentarsi  da don Giuseppe e dare il nominativo e le relative caparre direttamente a don Giuseppe entro fine MARZO 2017.

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1. Cappella della Shekinàh

( giugno-agosto 2008)

2. Mosaico del Mistero Pasquale

(luglio 2009)

3. Cappella Feriale delle Messe

(26 dicembre 2013- 6 gennaio 2014)

4. Mosaico dell’Oratorio Estivo

(giugno-luglio 2016)

Giornate di fraternità

fraternita-primo-anno-catechismo-6Date delle giornate di fraternità – secondo periodo

1° anno iniziazione cristiana – 2a el.                      05 febbraio 2017
2° anno iniziazione cristiana – 3a el.                      12 febbraio 2017
2° anno iniziazione cristiana – 4a el.                      19 febbraio 2017
3° anno iniziazione cristiana – 5a el.                       12 marzo 2017
4° anno iniziazione cristiana – 1a media                19 marzo 2017

Le fraternità delle famiglie del catechismo dell’Iniziazione Cristiana

Momento molto bello e significativo sono  le fraternità delle famiglie del catechismo. Ci troviamo insieme alla domenica alla S. Messa, condividiamo il pranzo fraterno dove ognuno porta una pietanza da condividere e poi,  mentre i bambini giocano con gli animatori, i genitori si radunano con Don Giuseppe e le catechiste per un momento formativo.

A partire dal Vangelo si riflette sulla concretezza della Parola nella quotidianità della vita.Quest’anno il tema della riflessione è stata la MISERICORDIA. Il primo incontro sulle “parabole della misericordia” e il secondo sulla “misericordia che ama i miseri”.

E’ bello percepire in questi incontri la “sete della parola” e come ci sia voglia di mettersi in gioco e di toccare con mano che la misericordia di Dio è proprio per tutti, anche per noi, con le nostre umanità affaticate e a volte devastate dalla vita.

Il frutto bello di questi incontri è proprio l’avvicinarsi di alcuni alla ricerca di un colloquio spirituale, di una confessione, di una partecipazione alla S. Messa, per ritrovare quel Dio che magari abbiamo un po’ allontanato, ma che è sempre pronto ad accoglierci.

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Pellegrinaggio a Santiago de Compostela

Animatori Adolescenti delle équipe educative
10-16 Luglio 2017

Santiago de Compostela Cathedral in Spain tourism destinations

“Arameo errante era mio padre”: così comincia la confessione di fede

del popolo di Israele. Da quando Abramo si mette in cammino ogni

credente sa che la sua vita non può che essere che una peregrinatio fidei,

cioè un pellegrinaggio di fede…

 

Il “pellegrino”… è solo un’immagine della nostra condizione di cristiani. “Noi tutti – scrive Sant’Agostino – siamo dei pellegrini. Il cristiano è colui che, perfino nella sua casa e nella sua patria, si riconosce come pellegrino”. E si potrebbe aggiungere che la spiritualità del pellegrino è la spiritualità del cristiano: “ricondotta all’essenziale e vissuta nella sua avventurosa pienezza”. Mettendosi in cammino, il pellegrino risponde a una chiamata, scegliere poche cose, perché aspira a un bene più prezioso.

 

morsenchio_monlue_santa_giulia_rogoredoL’attuale chiesa parrocchiale Beata Vergine Addolorata di Viale Ungheria, 32 eredita dunque il nome da una chiesuola ricostruita a metà del ’700 in una piazzetta non lontana dall’aeroporto Forlanini. Le ultime notizie su questo luogo di culto risalgono al 1750, si sa però che vent’anni dopo, poco distante dalla Cascina Morsenchio, sorse una nuova chiesa. Era una costruzione modesta, nella realizzazione e nelle dimensioni (lunga 14,50 metri e larga 6,50), con un’unica navata coperta da volta a botte, mentre l’altare e la balaustra erano in marmo.

Sulle pareti spiccavano diversi quadri a olio che ritraevano i 12 apostoli, mentre dietro l’altare c’era una grande pala della Madonna Addolorata raffigurata con il cuore trafitto da sette spade.

 

santa-giulia-una-veduta-aerea-credo-unica-della-appula-società-per-lindustria-chimica-in-italia-costruita-a-morsenchio-nel-1920-lungo-la-via-bonfadini

veduta aerea della APPULA Società per lindustria chimica costruita a Morsenchio nel 1920 lungo la via Bonfadini

Purtroppo anche questa costruzione e la cascina poco distante furono distrutte nel 1960, quando al loro posto sorsero i nuovi capannoni della Montedison, una storica ditta milanese resistita per decenni. A nulla valse la protesta della popolazione e l’opposizione del parroco don Ferdinando Frattino a salvare le sorti della piccola chiesa, tanto cara agli abitanti della zona.

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Fu appunto nel dopoguerra, quando nella periferia est di Milano iniziava a sorgere un nuovo quartiere popolare con numerose costruzioni di edilizia pubblica e la conseguente crescita della popolazione, che si rese necessario provvedere a un luogo di culto più grande. Così, nel 1955, fu costruito in Via Bonfadini un salone in muratura e ben arredato che doveva fungere da cappella provvisoria in attesa della nuova e definitiva chiesa, il cui progetto era stato affidato all’architetto monsignor Enrico Villa, responsabile dell’ufficio “Nuovi templi” della Curia.

Finalmente fu fissata la data per la posa della prima pietra: il 18 maggio 1958.

Il 20 novembre 1959, dopo le lungaggini burocratiche, misurazioni, permessi e preventivi, il parroco poté finalmente assistere all’inizio dei lavori. «Lo scavo per tutta l’area della chiesa», scriverà don Ferdinando, «diventa un’impresa non da poco per il metro e più d’acqua che vi si raccoglieva». A tre metri di profondità c’era uno strato di creta, impossibile quindi poggiarvi le fondamenta, occorreva scavare ancora. Per il campanile si è scavato fino a 5 metri di profondità, intanto gli operai aggiungevano gabbie di metallo e cemento perché dal terreno continuava a zampillare «freschissima acqua».

L’intero complesso parrocchiale comprendeva una superficie di 9.500 metri quadrati e da sola la chiesa ne comprendeva 1.020, era lunga 39,60 metri e larga 38, con un’altezza che andava dai 5 ai 12 metri.la-chiesa

L’edificio doveva essere sopraelevato rispetto al livello stradale, preceduto da un breve corridoio esterno e da una scalinata d’accesso. Sulla semplice facciata si prevedeva un’unica porta centrale dalla quale sarebbero passati i fedeli, mentre ai suoi lati due lunghe finestre avrebbero fatto filtrare la luce per illuminare l’interno. La chiesa a croce latina avrebbe avuto un’unica navata e due bracci laterali molto ampi, dove sarebbero stati collocati i confessionali. A ridosso del muro absidale si sarebbe posta la sedia del presidente dell’assemblea.

Inoltre erano state previste le tradizionali balaustre, con l’ambone da una parte e il leggìo dall’altra. A sinistra del presbiterio poi sarebbe stato costruito l’unico altare minore dedicato naturalmente alla Madonna Addolorata, mentre il battistero doveva essere
collocato all’esterno, a destra dell’ingresso principale. Sul campanile triangolare, alto 12 metri, sarebbe stata posta una croce slanciata ben visibile anche da lontano. Sotto la chiesa invece il progetto prevedeva un seminterrato di mille metri quadrati, riscaldato ad aria, con aule e sala conferenze per le attività della parrocchia. La struttura portante dell’intero edificio doveva essere in cemento armato, rivestito di piastrelle gresificate di color rosso e l’intonaco di graniglia, mentre il pavimento in marmo bianco botticino.

Venerdì 7 aprile 1978, sempre alle 20.30 sarà il cardinale Giovanni Colombo a presiedere la celebrazione per la deposizione delle reliquie e la consacrazione della chiesa e dell’altare. L’Arcivescovo, seguito da tutti i fedeli, porta in processione le reliquie fino all’altare maggiore, quindi le colloca nel sacello, le incensa e le sigilla con il cemento. Il Cardinale percorre quindi l’intero perimetro della chiesa ungendo con il sacro crisma i muri dove sono affisse le 12 croci e l’altare, quindi prega con queste parole:

«O Dio, che reggi e santifichi la Chiesa, guarda benigno al tuo popolo devoto, nella gioiosa solennità di questo giorno dedica a te questa casa di preghiera, dove i fedeli invocano il tuo nome e tu li nutri con la tua parola e con i tuoi sacramenti li sostieni»

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Preti della Beata Vergine Addolorata

PRETI bva 15 SETTEMBRE 1996

 

Qui puoi guardare  LE FOTO DEL NOSTRO QUARTIERE

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CENTRO DI ASCOLTO

“MISERICORDIA DELLA B.V.A.”

è presente tutti i giorni negli ORARI DI SEGRETERIA  per segnalazioni e appuntamenti.

 Martedì   17.00 – 18.30

 Mercoledì 10.00 – 12.00                17.00 – 18.30

 Giovedì    10.00 – 12.00                17.00 – 18.30

 Venerdì   17.00 – 18.30

Lunedì 10.00 – 12.00

 Giovedì  15.00 – 16.30

Momenti più specifici e dedicati all’ascolto per i diversi accompagnamenti

INGRESSO DA VIALE UNGHERIA 32 – CITOFONO “SEGRETERIA”

Preghiera per chiedere il dono della carità

Signore, fammi capace di lavare i piedi a chi so che mi tradisce e nutre rancore contro di me. Dammi il coraggio di avvicinarmi
per lavare i piedi e curare le piaghe degli ammalati.opere-caritative

Muovi le mie mani, Signore, perché siano gentili, calde, senza asprezze e ruvidezze.

Rendimi attento a quanti sono dimenticati
o che gli altri rifiutano o che trattano duramente.

Voglio servirti, Signore, in ogni persona
nel pianto e nella gioia, nei giorni di luce e nei giorni bui, nella grazia e nel peccato.

Voglio servirti quando il cuore arde e vuole strafare e quando è stanco e tiepido
e vorrebbe solo smettere.

Ti chiedo di poterti servire nella persona che mi sorride sempre e in quella che non manifesta alcun segno di riconoscenza o di gradimento.

Fa’ che io ti serva, Signore, nelle persone che mi ripugnano,
hanno bisogno di tutto e non possono darmi nulla.

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Proposta di formazione per giovani dai 18 anni

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Calendario Incontro Giovani 2016/2017

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catechesi di gruppo con 20 giovani del centro d’accoglienza

27 marzo 2017

 

 

Proposta di formazione per i ragazzi e ragazze di 1^, 2^ e 3^ media

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La catechesi è quindicinale,  al sabato sera dalle 19,00 alle 21,00 (preghiera-incontro di gruppo-cena fraterna), guidata dall’equipé educativa

Si sono formate delle équipe educative (ormai da 7 anni) a cui partecipano i catechisti e giovani catechisti adolescenti con una preparazione a loro dedicata.

Queste équipe sono coordinate da adulti che hanno frequentato i percorsi diocesani e stanno assumendo gradualmente sempre maggiori corresponsabilità pastorali.

Altre équipe educative composte da adulti, giovani coppie di sposi con figli e coppie di fidanzati seguono i cammini formativi degli adolescenti (un gruppo di 40 ragazzi/e) mentre équipe composte da adulti e giovani universitari seguono i cammini formativi dei
pre-adolescenti (un gruppo di 45 ragazzi/e).

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Sarebbe opportuno che i familiari del defunto avvertissero personalmente il Parroco per poter valutare insieme la forma più adeguata della celebrazione della morte, compreso un eventuale momento di preghiera nella casa del defunto; «in alcune circostanze si proponga ai familiari la celebrazione senza la messa» (Sinodo Diocesano, cost. 83,4).

Il giorno e l’orario del funerale sono stabiliti direttamente dal Comune: per la nostra Parrocchia gli orari possibili sono le ore 9.00 o le ore 11.00, direttamente in chiesa, senza corteo (cost. 83,3).

 

IN TE

Signore, mio Dio, tu non hai abbandonato Gesù Cristo, tuo figlio,in balia della morte.Tu l’hai fatto risorgere alla vita perché chi crede in lui possa vivere nella speranza. In questa speranza, che va al di là di tutto ciò che la nostra ragione può immaginare, io rivolgo a te la mia preghiera per la persona cara che ci ha lasciati. Accanto a te, egli possiede già la vita che io attendo: mi ha preceduto sulla strada che conduce a te. Per questo, Signore, non ho più tanta paura della mia morte…Un giorno, tu ci riunirai tutti nel tuo regno.

Sia benedetto il tuo nome, Signore!

ALLA MORTE DI UN UOMO SI RIVELANO LE SUE OPERE (Siracide 11,27)

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L’unzione degli infermi può essere amministrata al fedele che comincia a trovarsi in pericolo di vita sia per malattia o vecchiaia.

Per coloro che hanno difficoltà a raggiungere la chiesa c’è la possibilità di farsi accompagnare da persone messe a disposizione dalla parrocchia.

I sacerdoti con i Ministri dell’Eucaristia e i collaboratori sono lieti di invitarvi  gratuitamente anche al pranzo che si terrà alle ore 12,30 in parrocchia.

 

 

 

DESIDERO RICEVERE IL SACRAMENTO:

 COGNOME________________________ NOME__________________________

Via________________________   nr. ___   scala/piano ________

Nominativo o Numero posto sul Citofono______________________

Telefono___________________    Cellulare___________________

 *               Vengo in Chiesa da solo

*                Ho bisogno che mi vengano a prendere

*                Mi fermo al pranzo in parrocchia


Firma del malato o di coloro che lo assistono

—————————————————

Gli Ammalati della Comunità, che non possono partecipare alla Messa domenicale per gravi motivi di salute, possono segnalare il proprio desiderio di ricevere l’Eucarestia telefonando al Parroco in segreteria Parrocchiale (025065261).

I Familiari o le badanti sono invitati – con semplicità e senza paura di scomodare  – a segnalare la presenza di un ammalato che desidera ricevere la Comunione Eucaristica.

Come segno pasquale e comunione con tutta la Chiesa che celebra la Messa, si riceve la Comunione Eucaristica alla Domenica (i Ministri Straordinari dell’Eucaristia la porteranno al termine di una delle Messe festive di orario. E’ buona cosa prepararsi assistendo ad una Messa trasmessa in televisione la domenica mattina).

È opportuno concordare anche la possibilità di essere visitati per la Confessione.

 

Ascoltami, Signore,
presta attenzione al mio grido, tendi l’orecchio alla mia preghiera. Mostra la tua misericordia, tu che salvi con la tua mano chi cerca in te rifugio. Proteggimi come la pupilla dei tuoi occhi, nascondimi all’ombra delle tue ali. Con la tua forza liberami al mio risveglio, mi sazierò della tua presenza.

dal salmo 77

È possibile richiedere il servizio della comunione a casa scaricando l’apposito modulo cliccando qui

Novena a Maria che scioglie i nodi (Scarica PDF)

matrimoniPERCORSO PER I FIDANZATI
E CELEBRAZIONE DEI MATRIMONI

Il percorso per i fidanzati è promosso dall’Unità Pastorale e ha come intenzionalità pratica anche quella di farli incontrare con il volto della nostra Comunità, nella quale sono chiamati ad inserirsi, come parte viva.
I futuri sposi sono invitati a contattare con intelligente anticipo il Parroco per concordare al meglio la partecipazione al corso fidanzati e la preparazione dei documenti.

 

Programma Corso ottobre-novembre 2017-1Programma Corso gennaio-marzo 2018-1Iscrizione ottobre 2017-1

 

  1. CELEBRAZIONE ANNIVERSARI DI MATRIMONIO

Ogni anno, in occasione della festa della famiglia, le coppie che festeggiano nell’anno pastorale un anniversario significativo (10°, 15°… 35°, 40° 50°, 55°), possono segnalare in segreteria il loro nominativo per partecipare agli anniversari  celebrati alla s. Messa delle ore 10.30, durante la domenica della Santa famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe.

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Per la celebrazione del Battesimo, i genitori sono invitati a un colloquio con il Parroco per definire tempi e modalità. Per la catechesi battesimale si sono ben formate in questi anni delle équipe composte da coppie di sposi che aiutano le giovani coppie a riscoprire la fondamentale vocazione battesimale attraverso un percorso formativo anche con altre coppie.

Video per la preparazione genitori al S. Battesimo

Dichiarazione dei genitori idoneità padrino/madrina

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Il dono del battesimo – Una guida alla preparazione

 

FESTA DELLA FAMIGLIA 2017

Domenica 29 gennaio 2017

Vivremo insieme due momenti di festa

  1. ANNIVERSARI DI MATRIMONIO

In occasione della festa della famiglia, le coppie che festeggiano nell’anno pastorale un anniversario significativo (1 anno, 10°, 15°… 35°, 40° 50°, 55°), possono segnalare in segreteria il loro nominativo per partecipare agli anniversari  celebrati alla s. Messa delle ore 10.30.

  1. GRANDE FESTA DELLE FAMIGLIE – PRANZO COMUNITARIO

Vieni a festeggiare insieme: famiglie, adulti, bambini, nonni … tutti in famiglia!!!!

Orario: ore 12.30 in sala don Bosco

 Quota:per gli adulti Є 15

ragazzi fino alle  medie € 5

Iscrizioni: in segreteria entro il 28 gennaio 2016 fino ad esaurimento dei posti a disposizione!

Il Convegno “Farsi Prossimo”

Intervento del card.Renato Corti (scarica PDF)

A 30 anni dal Convegno “Farsi Prossimo” voluto dal Cardinal Martini, sabato 11 febbraio si è tenuto il Convegno voluto dalla Caritas Ambrosiana.

Monsignor Bazzarri ci ha aiutati a ripercorrere le tappe salienti del Convegno del 1986 ribadendo che il Cardinal Martini ha sempre sostenuto che la carità è il centro di tutta l’attività pastorale della Chiesa e deve “dare voce a chi non ha voce”.

S.E. Cardinale Corti ha parlato di “Martini e la misericordia” ribadendo come per il Cardinal Martini, MISERICORDIA e PROSSIMITA’ sono sinonimi e come tutta la sua riflessione sulla Caritas fosse guidata dalla parabola del BUON SAMARITANO (il mistero della tenerezza divina, il non passare oltre, la concretezza dell’aiuto). Monsignor Corti ci ha ricordato che la parabola del Buon Samaritano ci attendeva 30 anni fa, ma oggi ci attende ancora.

E’ seguita poi una tavola rotonda dove è emerso che i poveri ci sono ancora oggi e gridano i loro bisogni: bisogna restare in ascolto.

Padre Costa ci ha richiamato che la carità è inseparabile dalla vita di fede ricordandoci il valore dell’elemosina come intervento immediato che non pretende di risolvere tutto subito ma fa quello che è possibile al momento.

Infine il Presidente di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, ha ribadito che questo convegno deve rilanciare la intuizioni del 1986: “la Caritas non è un gruppo tra gli altri ma un ambito pastorale e deve funzionare da antenna, da motorino di avviamento e avere una coscienza critica” (Card. Martini).